Il patto
Il 5vs5 è il vostro gruppo del calcetto, non un social. Le persone con cui parli qui le incontri giovedì sera negli spogliatoi: scrivi come parleresti lì, davanti a loro.
1. In chat si sfotte, non si offende
Lo sfottò è metà del calcetto e non lo tocca nessuno. Il confine è dove smette di far ridere anche chi lo riceve: insulti pesanti, prese in giro sul fisico, sulla provenienza, sull'orientamento o sulla fede non sono sfottò, sono un'altra cosa.
- Niente molestie, minacce o accanimento verso una persona sola.
- Niente GIF o immagini che non manderesti nel gruppo di famiglia.
- Niente valanghe di messaggi per coprire quello che ha scritto un altro.
2. I voti si danno alla partita, non alla persona
Voti della serata e MVP servono a raccontare com'è andata. Mettersi d'accordo per gonfiare un amico o affossare qualcuno con cui hai litigato non rovina un numero: rovina l'unica cosa che rende interessante guardare le classifiche.
3. La risposta alla convocazione è una promessa
«Ci sono» significa che il campo è prenotato anche per te. Se non puoi più venire, dillo appena lo sai: un buco annunciato la mattina si riempie, uno annunciato alle nove di sera lascia quattro contro cinque. Per questo il ritiro all'ultimo lascia un segno sulla scheda.
4. Di chi porti, rispondi tu
Un ospite entra per una serata sola con il tuo link. Dentro il club è come se ci fossi tu: se si comporta male, la cosa torna a chi lo ha invitato.
5. Le foto degli altri si chiedono prima
Prima di caricare una foto in cui c'è qualcun altro, chiediglielo. Vale per il gruppo negli spogliatoi come per lo screenshot di una conversazione. E non pubblicare mai numeri di telefono, indirizzi o dati di altre persone.
6. Un profilo, il tuo
Niente account doppi per raccogliere due volte i premi, niente carte intestate a nomi inventati, niente far giocare qualcun altro sotto il tuo nome. Le statistiche hanno senso solo se dicono la verità su chi era in campo.
7. Quello che non passa mai
- contenuti sessuali, violenti o che riguardano minori;
- discriminazione e odio verso un gruppo di persone;
- minacce, doxxing, ricatti;
- truffe, catene, pubblicità non richiesta;
- qualsiasi cosa illegale.
Cosa succede se si sfora
Quasi sempre basta una parola dell'amministratore del club, ed è giusto che sia lui il primo a metterci mano: conosce le persone e la storia. Quando non basta, la scala sale — provvedimento disciplinare sulla serata, allontanamento dal club, e nei casi gravi blocco dell'account, subito e senza preavviso.
Se una decisione ti sembra sbagliata, scrivicelo: la riguarda una persona, non un automatismo.
Come si segnala
Parla prima con l'amministratore del tuo club: è la via più veloce. Se non basta, o se la cosa riguarda proprio lui, usa Segnala un problema — arriva direttamente a chi sviluppa l'app e la risposta torna nella stessa pagina. Se c'è di mezzo un rischio per l'incolumità di qualcuno, chiama prima i soccorsi: un'app non è il posto giusto per un'emergenza.
Qualcosa non torna in questa pagina? Scrivici.